Un affare di famiglia

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In un umile appartamento vive una piccola comunità di persone, che sembra unita da legami di parentela. Così non è, nonostante la presenza di una “nonna” e di una coppia, formata dall’operaio edile Osamu e da Nobuyo, dipendente di una lavanderia. Quando Osamu trova per strada una bambina che sembra abbandonata dai genitori, decide di accoglierla in casa.
La famiglia, per definizione, non si sceglie. O forse la vera famiglia è proprio quella che si ha la rara facoltà di scegliere. Libero arbitrio parentale: un tema niente affatto nuovo nel cinema di Kore-eda Hirokazu, dallo scambio di figli di “Father and Son” alla sorellanza estesa di “Little sister” o del surreale quotidiano di “Ritratto di famiglia con tempesta”. “A volte è meglio scegliersi la famiglia” la frase pronunciata da uno dei personaggi come se fosse una assicurazione sulla vita. Un film che inizia come una commedia tranquilla e vira progressivamente verso il noir, tanti colpi di scena inaspettati uno stile sobrio con inquadrature fisse o dall’alto, musiche malinconiche un percorso che si muove con naturalezza,  perchè lo sguardo del regista è privo di giudizio etico. Tutti  i protagonisti mantengono una certa innocenza  e passività alle convenzioni sociali. Un film che emoziona, gli stati d’animo sono palpabili e fino alla fine non ci si crede alla verità della storia e nonostante le inquadrature molto spesso  spesso claustrofobiche ed in penombra, gli affetti che si liberano e permeano tutto il film illuminano lo schermo, anche in una  società giapponese così diversa dalla nostra,  è inevitabile non riconoscersi nei loro sentimenti. Palma d’oro a Cannes.

Voto 9

Milena

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Il sacrificio del cervo sacro

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Steven è un cardiologo: ha una bellissima moglie, Anna, e due figli, Kim e Bob. All’insaputa di costoro, tuttavia, si incontra frequentemente con un ragazzo di nome Martin, come se tra i due ci fosse un legame, di natura ignota a chiunque altro. Quando Bob comincia a presentare degli strani sintomi psicosomatici, la verità su Steven e Martin sale a galla.
Diretto dal greco Vorgos Lanthimos indimenticabile per il film distopico “Lobster” che vinse a Cannes, anche qui Palma d’oro per la miglior sceneggiatura e  anche qui il protagonista è l’attore Colin Farrell, un medico chirurgo  barbuto, con coprotagonista una intensa Nicole Kidman madre e moglie perfetta, altri interpreti sono Barry Keoghan, Raffey Cassydi, Sunny Suliic.   Un film tra il giallo psicologico e l’horror, qui si rifà alla tragedia greca al mito di Ifgenia o della passione secondo Giovanni di Bach come ci ricorda la colonna sonora, già la colonna sonora altisonante e potente, rende tutto ancora più cupo e dantesco questo film, che dall’inizio alla fine ti fa sentire  sconfitta e senza via di uscita. Lanthimos sa ben creare questa atmosfera psicologica, con una ripresa sempre in movimento con campi lunghi e zoom in avanti in un crescendo  inquietante e inspiegabile  attraverso corridoi deserti  e stanze semi illuminate o dove la luce è solo quella che entra dall’esterno. Una famiglia in preda ad una forza misteriosa tra maledizione e  poteri soprannaturali, o forse espiazione e vendetta. Di certo il regista ci fa pensare molto a Shining,  persino  ad  Hitchcock e molto a kubrick. Soprattutto il regista non chiarisce il perchè possa accadere quindi elabora una specie di sadismo anche verso lo spettatore. Azzeccatissimi anche  i protagonisti scelti da questo regista, che si ricoferma davvero bravo, che dire  se non misogino e sessuofobo. Una commedia nera dalle tinte surreali, i dialoghi sono quanto di più insensibile e  drammatico si possa immaginare, il regista sembra senza cuore analogamente alla scena iniziale appaia così  un paradosso assurdo. Dopo tanta bravura che dimostrata ancora una volta da  questo regista ci aspettiamo di tutto, se è sempre a livelli così elevati. Quando si esce dalla sala si è sconvolti e il mondo non è più quello di prima.
 Voto 9

Milena

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La stanza delle meraviglie

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Regia Todd Haynes  ATTORI: Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Michelle Willliams, Julianne Moore, Jaden Michael, Cory Michael Smith, Tom Noonan, Amy Hargreaves,James Urbaniak, Ekaterina Samsonov, Damian Young.
Tratto dall’omonimo romanzo illustrato di Brian Selznick, La stanza delle meraviglie, il film diretto da Todd Haynes, racconta la storia di Ben (Oakes Fegley) e Rose (Millicent Simmonds), due bambini sordi nati e vissuti in epoche diverse, più precisamente a distanza di cinquant’anni.
Cosa li accomuna? Il desiderio di una vita diversa, migliore rispetto alla propria.
Rose abita nel New Jersey del 1927, tenuta isolata dai coetanei e dal resto del mondo da un padre eccessivamente protettivo, e sogna di incontrare una celebre attrice del cinema muto di cui raccoglie foto e ritagli di giornale in un album. Ben abita nel Minnesota del 1977 e sogna di incontrare il padre che non ha mai conosciuto. Le loro storie scorrono parallele, legate da una misteriosa connessione, finché una serie di coincidenze li farà incontrare nella magica cornice di New York, città che per entrambi rappresenta il simbolo di una rinascita, di una nuova vita… Si innesca così una doppia ricerca parallela e simmetrica, che porta i due ragazzini a vivere un’avventura favolosa e stupefacente,a distanza di 50 anni confusi dal caos della Grande Mela, Ben e Rose sono determinati ad arrivare fino in fondo.
A parte la canzone di inizio di Bowie,  per il resto sembra un film per bambini con tanto di happyending prevedibilissimo, in sintesi 2 ore di noia.
Voto 5
Milena

 

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Doppio amore

Doppio

Chloé giovane donna fragile, finita in un vortice di depressione con forti traumi nel suo passato che si ripercuotono sul ventre, chiaro segno di isteria. Consigliata dal suo medico inizia  una terapia psicoanalitica. Paul, lo psichiatra, la ascolta senza dire niente fino al giorno in cui decide di mettere fine alle sedute. La seduzione che Chloé esercita su di lui è incompatibile con la deontologia professionale. Ma Chloé ricambia il sentimento di Paul e trasloca la sua vita (e il suo gatto) nel suo appartamento. Tutto sembra volgere al meglio, quando scopre che il compagno le nasconde la sua parte oscura, che  non è solo il controtrasfert a mettersi in mezzo perchè irrompe a sorpresa il gemello  Lous. Chloé li ama entrambi, uno con dolcezza, l’altro con brutalità. Alienata e divisa, scende progressivamente in un incubo.
Diretto da Francois Ozon, con protagonista come in “Giovane e bella” Marine Vacht lo psicanalista è interpretato da Jèremie Reiner e una comparsata di Jacqueline Bisset. Presentato in concorso a Cannes 2017. La scena iniziale una visita ginecologica che poi si trasforma in un occhio che lacrima,sintetizza bene il film. Questo thriller un melò  dai toni  noir, sembra un dejavu di tanti altri film d’autore da Hitchcock a Polansky a De Palma dall’atmosfera  patinata. Si rifà ad un racconto di Oates. Ozon accorcia i capelli alla protagonista le toglie tutte le sicurezze e la mette a nudo, con moltissimi  rimandi simbolici e psicanalitici e le doppiezze come un ossessione. Ma questa esagerazione esplicita di scene erotiche  trascendono la storia e dopo tanto kamasutra che  non fa altro che complicare e mettere il film in un ottica ridondante di voyeurismo fine a se stesso e con   troppi concetti onirici che si confondono col reale rendendo il film un esasperazione ai limiti del comprensibile,  alla fine tutto si  annebbia e resta solo un  finale che non soddisfa per niente.
Voto 6

Milena

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BUGIARDI

Bugiardi

Volevano abbandonare l’Euro ma non l’avevano mai detto prima. La crisi comincia ora e avrà come centro Mattarella

Ricordate questa affermazione perché da ora in poi vi sarà richiesto molte volte di ripeterla. O di negarla.

La vera crisi comincia ora ed avrà al suo centro proprio il Presidente. La campagna elettorale iniziata non appena Conte ha rimesso il suo mandato, verrà tutta svolta intorno alla natura, l’identità, la forza nonché l’esistenza stessa della istituzione presidenziale.

 Al di là delle chiacchiere sull’impeachment, buffonate della domenica sera, la sostanza del prossimo futuro è che le forze politiche che hanno proposto il governo mai nato andranno ora in giro come le ronde della moralità pubblica a chiedere a tutti: con chi stai? Con Mattarella il traditore, o con il cambiamento? Con le istituzioni o con i cittadini? Con le elite corrotte o con il popolo? Come se si potesse stare con un traditore, con le sorde istituzioni, o con le elite corrotte.
 Ma il punto è proprio questo: la costruzione di questa serie di dilemmi è il primo grande falso di questa vicenda. Perché alla fine di 83 giorni si capisce che qui si voleva arrivare fin dall’inizio. Lega e M5s infatti, avevano un progetto di governo di cui non hanno mai parlato con trasparenza prima, che non hanno mai davvero svelato fino in fondo in campagna elettorale: quando non hanno mai detto di voler abbandonare l’Euro, nonostante le ripetute e insistenti domande nel corso dei loro pur numerosissimi passaggi mediatici; né tanto meno di aver già grosso modo studiato e costituito un piano per attuare questo passaggio.
 In altre parole hanno mentito ai cittadini italiani e ai propri elettori. Mentito sulle proprie intenzioni, e mentito di conseguenza sull’impatto di queste scelte. La prova della menzogna è in quei documenti, quei programmi di governo che sono stati conosciuti solo perché passati alla stampa. Passati da mani che sapevano cosa non era stato detto, a tutti noi.
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Loveless

loveless

Zhenya e Boris hanno deciso di divorziare. Non si tratta però di una separazione pacifica, carica com’è di rancori, risentimenti e recriminazioni. Entrambi hanno già un nuovo partner con cui iniziare una nuova fase della loro vita. C’è però un ostacolo difficile da superare: il futuro di Alyosha, il loro figlio dodicenne, che nessuno dei due ha mai veramente amato. Il bambino un giorno scompare.
Dal regista Russo Andrej Petrovič Zvjagincev, ogni suo film è spesso pluripremiato come “Leviathan” Un film notevole che tocca l’animo nel profondo attraverso i sentimenti umani. Alyosha un figlio messo da parte  dai genitori come un errore di percorso, scopriamo che anche i genitori hanno avuto un infanzia oppressa in famiglia e quindi per loro è normale non dimostrare affetto al figlio e anche quando scompare non si preoccupano e pensano solo a loro stessi, entrambi si sono rifatti una nuova vita  e Alyosha è solo di intralcio. Un film dai colori grigi e freddi come questa Mosca moderna in cui non si vede la speranza e sullo sfondo c’è anche la rivolta in Ucraina. Un film che mette a nudo l’immaturità di certi genitori che non sono mai cresciuti. Non è paragonabile comunque alle emozioni di Leviathan un film davvero indimenticabile
Voto 7
Milena

 

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Parigi a piedi nudi

Parigi a piedi nudi

Fiona, bibliotecaria canadese, riceve una lettera da una vecchia zia partita anni prima per Parigi. Martha ha ottantotto anni, la testa tra le nuvole e la paura di finire in un ricovero. Per scongiurare l’ipotesi chiede aiuto alla nipote che sacco in spalla sbarca in città. Eterna gaffeuse, Fiona si perde, finisce a bagno nella Senna e fa la conoscenza di Dom, un clochard seduttore che vive sulle sponde del fiume. Dom si invaghisce di Fiona e la segue dappertutto. Da principio infastidita, comprende presto di aver bisogno di lui per ritrovare Martha, misteriosamente scomparsa.
Un film Franco-Belga diretto dagli stessi protagonisti Dominic Abel e Fiona Gordon   con una fantastica Emanuelle Riva (purtroppo ormai  non più tra noi) aveva la stessa sorte anche in “Amour” di Haneke e con un magico Pierre Richard. Questa sceneggiatura a due mani attraverso i piccoli drammi del quotidiano,  con una fotografia dai colori splendidi,  ci troviamo a vivere a Parigi lo spaesamento e la poesia in una dimensione divertente sembra un pò “Il fantastico mondo di Amelie” ed un cinema prima maniera che ricorda Chaplin e c’è un balletto che ci riporta  alla mente  “Un americano a Parigi” e quella grazia indimenticabile alla  Jaques Tatì nelle movenze degli attori. Ogni personaggio è imperfetto, persino poco attraente, ma è una fiaba moderna che conquista dalla prima all’ultima scena. Tutti sono in cerca di qualcun altro e non lo sanno, tutto si svolge nell’arco di due giorni e due notti. Fiona e  la zia Martha si sfiorano di continuo ma non si incontrano e Dom  un Clochard tanto bizzarro quanto gentile, passa il tempo a capire entrambe. Un film leggero ma di classe,  che affronta temi come la solitudine, la libertà, la morte et l’amour  naturellement.
Voto 8
Milena
 

 

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Loro2

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Le elezioni sono state vinte dalla sinistra per solo 25000 voti il suo amico Ennio gli consiglia di comprarsi 6 senatori e così un Silvio ormai depresso si riaffaccia e ritorna a fare affari  e a comprare ciò che vuole e chi vuole di carisma ne ha da vendere….l’Italia  ricade nel nulla.
Secondo capitolo del film di Sorrentino dove un magnifico Tony Servillo impersona anche un altro personaggio e dialoga con se stesso alter ego, impressionante ancora una volta la sua bravura. peccato non sia al Festival di Cannes. Rispetto al primo capitolo qui c’è più poesia e canzoni partenopee, si  va al sodo con i dialoghi e i colloqui, sono e ciò che accade è come vedere ciò che sappiamo tutti sia accaduto in quel periodo nella vita del protagonista, c’è proprio tutto è come vedere un racconto sceneggiato nei tempi e nello stile tipico di Sorrentino, non sono solo i dialoghi ma tutto l’insieme e i tempi rendono lampante tutto quanto qui c’è la storia che parla, mentre nella ” La Grande bellezza” Tutto era fumoso e surreale qui è illuminante. Dice il regista:” Ho seguito Berlusconi per anni, fin da quando mandò il fotoromanzo  a tutte le famiglie ha raccontato sè stesso attraverso le immagini sempre positive e dato un’idea di sè funzionale alla politica (non cè un partito è lui il partito infatti nessuno è riuscito a sostituirlo) E’ solo apparenza che invece nasconde dolore e incertezze, lui molto abile a capire gli altri, sa  entrare in empatia e anche quando ad alcuni sembra ridicolo, ci sono altri che si identificano. Come quando vende una casa ad una signora chiamata al telefono quella che sta vendendo è proprio casa sua trasformata in residence. Berlusconi ha capito gli italiani la metà più uno degli italiani. Ha creato folle di adoratori e detrattori selvaggi. Ha un carisma naturale che in molti non capiscono,  perciò tanti libri su di lui da intellettuali di sinistra” Ma anche lui era di sinistra quando  quando votava Craxi (e questo l’ho aggiungo io), “Racconto il dolore, la paura della morte in quel periodo si è sviluppato un prorompente vitalismo a cui è seguita l’inevitabile delusione” C’è Elena Sofia Ricci che interpreta Veronica Lario una donna intensa all’opposto del marito, quella che scrisse una lettera a Repubblica “la metà di niente” citando il libro di Catherine Dunne, annunciando così al mondo la sua separazione, bellissimo il suo monologo lei reduce da un viaggio in Cambogia e lui invece da feste smutandate, fa tutte le domande che farebbe chiunque: ” Dai soldi a ragazze, tu sei malato, sei pazzo” Gli dice, svelando all’Italia e non solo ciò che tutti già sospettavano da anni,  anche se i loro sentimenti sono quelli  universali di qualsiasi coppia in crisi c’è l’altro tema la paura di invecchiare per entrambi” dice Elena Sofia Ricci in un intervista” Sorrentino racconta Silvio e Veronica con tenerezza e pietas c’è l’amore o quel che ne resta. Berlusconi ha un forte ascendente su tutti, ci sorprende, sembrava finito, scomparso e rieccolo è l’ago della bilancia. Questo film ha la potenza della tragedia greca tutti ci riconosciamo, il re è nudo Loro ha il potere di inchiodare la tua coscenza alla poltrona ti spinge nel mare degli interrogativi, forse resterai in silenzio”. Entriamo a vedere Loro, usciamo avendo visto Noi….
Voto 9
Milena

 

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Loro 1

loro 1

Faccendieri ambiziosi e imprenditori rampanti, cortigiane – vergini per niente candide che si offrono al drago, addestrate da molti anni di pubblicità sessiste e trasmissioni strillate – politici corrotti, giullari, acrobate: è il circo che sta intorno a Silvio Berlusconi, nella “rielaborazione e reinterpretazione a fini artistici” messa in scena da Paolo Sorrentino.
Ultimo film di Paolo Sorrentino, con come sempre il suo attore icona Tony Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Samarcio, Kasia Smutniak,  Ugo Pagliai, Roberto Herlitza, Euridice Axen, la fotografiaè sempre  di Luca Bigazzi. Focus  sulla biografia di uno degli uomini più controversi d’Italia visto alla Sorrentino. Come per la grande bellezza anche qui la telecamera scorre sui volti degli attori immobili come se recitassero senza parlare un fermo immagine da copertina sempre esageratamente trash nelle forme e nei costumi del resto è questa la realtà di quegli anni. Le televendite Mike Bongiorno siamo nel 2006, un immagine mostruosa e grottesca dell’Italia ad alti livelli, quando squilla il telefono e appare la scritta “Lui” e quando viene nominato è “Dio”. Sesso droga e ville in sardegna, circondano  un Berlusconi sottotono in stand by, al governo c’è Prodi e si sta annoiando nella faraonica villa, c’è  una moglie indifferente  e apatica dopo 25 anni di relazione, lei intelletuale che  legge Josè Saramago e lui invece sembra un buffone alla deriva, un boccone facilissimo per un Tarantini che traffica in donne droga  e feste e “Loro” (sono   L’oro)  Silvio e Veronica sono quelli che contano, prima che tutto accadesse prima del Bunga Bunga ecc… la storia è lunga vedremo il secondo capitolo…
Voto 8
Milena
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Earth – Un giorno straordinario

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Lo spettacolare documentario BBC, Earth – Un giorno straordinario, è una dichiarazione d’amore per la Terra, un omaggio al pianeta e alle creature che lo abitano. L’inconfondibile voce di Diego Abatantuono accompagna gli spettatori nel viaggio alla scoperta di continenti, oceani, ghiacciai; luoghi incontaminati popolati dai protagonisti delle tante storie che si intrecciano sullo schermo. Una finestra sul mondo naturale che consente a grandi e piccoli di osservare gli animali in azione: zebre, pinguini, giraffe, le loro vite scorrono parallele nell’arco di un’unica indimenticabile giornata. Ci sono voluti cinque anni di riprese in 4K e dolby Athmos.

Nelle sale ancora solo per oggi non perdetelo!

Voto 10

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