Equals

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Storia d’amore ambientata in un ideale mondo del futuro, dove gli esseri umani sono stati geneticamente modificati e privati delle emozioni nel tentativo di proteggere la società dalla guerra e dall’instabilità motivata dai desideri e dalle passioni che hanno distrutto le generazioni precedenti. Ma spesso capita di essere preda dei sentimenti che qui vengono trattati come una malattia chiamata SOS  e viene curata con farmaci.

Regia di Drake Doremus prodotto dal Ridley Scott  protagonisti Kristen Stewart è Nia, Nicholas Hoult è Silas,  si innamorano in questo mondo claustrofobico e perfetto forse per gli automi. Siamo in un futuro che fa pensare a Orwell, mi ha ricordato anche ad un altro film visto un po’ tempo fa “The giver” e un film del 1976 “La fuga di Logan”. Un mondo in cui comandano le macchine e gli individui vengono clonati. Qui forse lo scopo era di dare molto spazio ai sentimenti, si soffre con Nia e Silas la consapevolezza di non poter vivere naturalmente ciò  che è spontaneo e istintivo come l’amore. Certo una società  che ha sconfitto la guerra sacrificando anche i sentimenti  ha già perso in partenza, Un film sulla solitudine organizzata in cui i sentimenti sono tabù non è possibile, non è proprio umanamente sostenibile, non siamo macchine abbiamo una mente che pensa, soffre, ama,  persino le espressioni come un sorriso potrebbero essere sospettate di malattia. Il film inquieta, belli gli ambienti asettici super moderni e le architetture futuribili. Un film molto  interessante, fa riflettere su certe derive mentali nocive. Giulietta e Romeo al futuro, l’utopia di una società  perfetta senza emozioni è un perfetto  fallimento.

Voto 7

Milena

 

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Film on film

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David Bowie is

DAVID

Girato nel  V & A  Museum di Londra, dedicato tutto a Bowie, soprattutto è una biografia sull’artista più trasgressivo, bizzarro e innovativo degli ultimi 40 anni. Con brani inediti e testi scritti a mano delle sue canzoni, molte foto, story-board, abiti di scena e   interviste. L’unico difetto del doc secondo me che è troppo parlato e purtroppo pochissimi brani cantati, (Life on mars, Ashes to Ashes, China girl, absolute beginners, let’s dance, Heroes), si ha modo di apprezzare oltre ai video incredibili, come la sua  voce coinvolgente dia i brividi,  ha un qualcosa di magnetico e suggestivo, da uomo che cadde davvero sulla terra chissà da dove? Dalle  note altissime. Di certo unico, eclettico e anticipatore di mode e modi. Mi ha colpito il fatto che il doc sia stato girato quando Bowie era ancora in vita,  perché  non abbia partecipato in prima persona visto che ora sarebbe impossibile, credo  semplicemente non  amava commemorarsi. Interessante e geniale la sua “The periodic table of Bowie”,  una tabella come quella degli scienziati, ma al posto delle sostanze chimiche i nomi più o meno illustri che hanno influenzato tutto il suo essere Bowie.
Voto 8
Milena
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It follows

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La vita spensierata della diciannovenne Jay fatta di feste e fine settimana al lago. Cambia all’improvviso, dopo un incontro sessuale apparentemente innocente, si ritrova perseguitata da strane visioni e dalla sensazione inevitabile che qualcuno, o qualcosa, la stia seguendo. Di fronte a questa sensazione, Jay e i suoi amici cercano un modo per sfuggire agli orrori che sembrano essere dietro l’angolo.

Dal regista David Robert Michell, un film horror ambientato nella provincia americana, protagonista una ragazza (Maika Monroe) ed i sui amici nell’età di passaggio verso l’età adulta per questo una visione più  incerta,tra momenti  di  quiete e poi l’incredibile.  Il film mantiene altissima la suspance, grazie all’atmosfera    strana come  l’attesa di non si sa cosa e  alle inquadrature lente quasi a scoprire adagio ogni cambiamento. Quasi tutto girato con luce naturale. Ma è la musica tecno altissima a rendere la  dinamicità  drammatica della storia, un fluire lento di sensazioni,  c’è tutto il tempo  per  lo spettatore  di cercare  di anticipare ciò che potrebbe accadere. Giocato tra la psicopatologia,  la paranoia, o sul genere di Nightmare, di certo un film di genere Horror intelligente,  non troppo sopra le righe, per nulla cruento,  tranne forse per la scena iniziale. Certo un bell’incubo. Ciò che mi ha più impressionato per tutto il film, girato in una zona d’America colpita dall’ultima crisi,  le numerose  inquadrature sui veri fantasmi che sono le  villette  abbandonate. Di certo un film sull’amicizia vera. Ma a l di là di tutto, cos’è c’è  di meglio con questo caldo da paura di un  bel film horror chiusi al fresco di un cinema? BRRRRRRRR
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Kiki & i segreti del sesso

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Cinque divertenti storie d’amore e di bizzarrie  sessuali. Uomini e donne   affetti da strani desideri, esplorano le loro diverse parafilie. Una commedia divertente e provocante, campione d’incassi in Spagna, che rompe ogni tabù e vi farà morire dal ridere.

Scritto e diretto da Paco León ATTORI: lo stesso regista, Natalia de Molina, Alex Garcia, Candela Peña, Luis Callejo, Silvia Rey. Mi ha ricordato certe commedie italiane in bianco e nero ad episodi con Sordi o Gassman. Personaggi all’apparenza normalissimi ma con delle tendenze sessuali impensabili, ma del tutto innocenti,di certo il divertimento ė assicurato. Va sottolineato  per nulla volgare che  non annoia, ho riso moltissimo e goduto della musica in particolare una canzone dei Gispy King, adattissima. Tutti i personaggi sono simpaticissimi e si incrociano nel film senza appartenere alla stessa storia. Uno sguardo leggero e sincero, senza dare scandalo ne fare proselitismo, sui diversi modi di vivere l’amore.

Voto 7

Milena

 

 

 

 

 

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BREXIT

immigrati

Chi l’avrebbe detto, oggi 24 giugno 2016, tutti possiamo dire extracomunitario a qualsiasi abitante del Regno Unito, queen Elizabeth  compresa. Speriamo solo di non trovarli presto a vendere gli accendini nei parcheggi un giorno.

Milly

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The neon demon

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Quando l’aspirante modella Jesse (Elle Fanning) si trasferisce a Los Angeles, la sua giovinezza e bellezza suscitano l’attenzione di alcune colleghe ossessionate dalla bellezza e disposte ad usare ogni mezzo per prenderle ciò che ha…

Scritto e diretto da NWR, così  ama ora farsi chiamare Nicolas Winding Refn il regista dell’indimenticabile “Drive”, Protagonista è Elle Fanning sorella di Dakota, nel cast anche Keanu Reeves. In concorso a Cannes.  Refn gira un film totalmente patinato, dalla musica ipnotica, un noir dall’atmosfera soft,  con immagini lente e  bellissime, inquietanti ed irreali come molti servizi fotografici, ricorda certi film dai colori vivaci alla Brian De Palma o David Linch. L’inizio e la fine  combaciano, come inevitabile i dialoghi freddi portano lo spettatore a cercare di capire dove si trova il trucco, tra il sogno l’incubo. La  macchina da presa si sposta piano ad  esplorare i fondali asettici,  lasciando perdere le personalità, non interessa in un film che punta unicamente all’immagine, trascinando tutto in un atmosfera psichedelica, estetica e narcisistica che degrada spietatamente  nell’ horror. Un film particolarissimo, con la prima parte si  naviga a vista, poi ci porta giù  dove vizi e violenza non appaiono più  ben separati. Ma se il film, come in una foto, è solo ciò che si vede, bisogna dire che è molto ciò che insegna. Va analizzato in profondità, l’ossessione per l’aspetto fisico è una realtà di oggi, qui è spinta al  limite. Ad un certo punto lo stilista dice “La bellezza naturale è il dono più prezioso che abbiamo” Ma la bellezza sta nell’occhio di chi guarda. E non c’è traguardo alcuno con la chirurgia estetica sembra dirci, infatti tutte le colleghe rifatte invidiano lei che è bella naturale. Certe scene  non trovano una spiegazione, quindi è abbastanza ermetico, nell’insieme un film molto freddo, in compenso raccoglierà pareri molto discordanti di certo il regista scrivendo il film con altre due donne ci si chiede come queste  abbiano concepito una storia così  demoniaca e allucinante al femminile.

Voto 7

Milena

 

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Julieta

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Julieta, una professoressa di cinquantacinque anni, cerca di spiegare, scrivendo, a sua figlia Antia tutto ciò che ha messo a tacere nel corso degli ultimi trent’anni, dal momento cioè del suo concepimento. Al termine della scrittura non sa però dove inviare la sua confessione. Sua figlia l’ha lasciata appena diciottenne, e negli ultimi dodici anni Julieta non ha più avuto sue notizie.

Ultimo film diretto da Pedro Almodovar con Emma Suárez, Adriana Ugarte, Rossy de Palma. Ispirato a tre racconti assemblati della scrittrice premio nobel Alice Munro. Un film che non è tanto un dramma ma assomiglia più ad una tragedia, con il ritmo del noir c’è una certa suspance creata dalla musica. E quanto sono importanti i colori, in particolare il rosso e il blu diventano simbolici esasperando le sensazioni, il dramma o la passione rappresentano una forte comunicazione in questo film, che va oltre i dialoghi. Julieta che insegna letteratura classica spiegando Ulisse come a presagire il destino di un’assenza e questa attesa, sembra quasi che la vita intorno si svolga senza mai sentire una sua opinione, o una sua decisione, verità  tenute nascoste rimangono come sospese in attesa di un perché, o di qualcuno che decida dopo anni di chiarirle. Un esistenza dove gli affetti la abbandonano. Un film sulla solitudine, molto melò ed elegante. Siamo lontani dall’Almodovar brioso di Volver, un regista che sembra con l’avanzare dell’età fare i conti con la vita, dando sensazioni molto intimiste esplorando  argomenti più esistenziali inevitabili e commoventi

Cit: “La tua assenza riempie interamente la mia vita e la distrugge”

Voto 8

Milena

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La pazza gioia

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Beatrice e Donatella sono due donne affette da disturbi mentali, entrambe in custodia giudiziaria presso una comunità terapeutica in quanto ritenute socialmente pericolose. Le due donne molto diverse tra loro, una istrionica e loquace l’altra più introversa, ben presto stringono una forte amicizia che le porterà alla pazza impresa di fuggire dalla comunità alla ricerca della felicità.

Diretto da Paolo Virzì con due protagoniste  Valeria Bruni Tedeschi nei panni di una    donna ricca molto sciroccata affetta da bipolarismo, in un intervista dice: ” Quando Paolo mi propose la parte non ho avuto il minimo dubbio, un personaggio come Beatrice capita poche volte nella vita. È  una donna con un ricchissimo mondo interiore, pieno di contraddizioni,  slanci, gioie, dolori. Un  personaggio così complesso è davvero molto raro e la sceneggiatura era scritta meravigliosamente bene. Qualcosa di Beatrice mi ha ricordato Blanche la protagonista di” Un tram chiamato desiderio” di Tennessee Williams. Sul set Paolo mi ha concesso grande libertà  e il rapporto con Micaela Ramazzotti, che interpreta Donatella, è stato di autentica collaborazione.La lavorazione è stata molto faticosa, non fosse altro perché  le due donne sono impegnate in una lunga e continua ininterrotta fuga, dietro e loro emozioni, ma anche molto gioiosa”. Infatti come si fa a non pensare  un pò a una sorta di “Thelma e Louise” anche se è tutta un altra atmosfera. La sceneggiatura vede oltre a Virzì anche Francesca Archibugi. Presentato fuori concorso ma applauditissimo a Cannes proprio ieri. Il film esplora le esperienze positive e negative,  molte emozioni, tanti disastri e sconfitte, fino ad ammalarsi di queste due donne oltretutto così diverse anche socialmente,  una grande amicizia nata in  ambiente psichiatrico e che si traduce in una fuga istintiva e  pazza,   dove si assapora un’aria leggera di libertà e rivalsa da tutto e tutti, senza sapere dove andare ne come. Il regista usando la macchina da presa in modo instabile ha scelto di avvicinare lo spettatore il più possibile alle azioni ed impressione di questa fuga, come un inseguimento, come a  riprendere tutto con un cellulare direi molto originale e così imperfetto, come del resto è  la  mente umana un delirio mentale ma molto vitale. Un bel punto di vista, lo sdoganamento su certi preconcetti sulle erroneamente chiamate pazze.
Voto 8
Milena
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Florida

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Claude, un vitalissimo ottantenne che coinvolge nelle sue bizzarre vicende la figlia Carole. La Florida rappresenta un luogo ideale, dove si è protetti e dove nulla ci può accadere. E’ il luogo di pace, dove tutto quello che nella vita ci ferisce, cessa di farci male.
Dal regista di “Moliere in bicicletta” Philippe Le Guay, una commedia sulla vecchiaia e la progressiva perdita  di sè, in questo caso recitato con perfezione e naturalezza straordinaria da Jean Rochefort, nei panni di Claude padre bizzarro e imprevedibile di Carole una bravissima Sandrine Kimberlain. Tra presente e ricordi, la vita di Claude  va in scena è l’esistenza che non ha più una logica, ma vive di uno squilibrio purtroppo inevitabile, attraverso scherzi infantili, e confusione mentale, che fa tanto  intenerire, bravissimo  Rochefort, in ogni scena si riconosce il vuoto mentale che arriva a rendere ridicoli, a far scappare le badanti a mettere in imbarazzo se stesso e gli altri. Mi ha fatto pensare ad altri film ” Amour” di Haneke  e “Sconfinata Giovinezza” di Avati. Ciò che mi stupisce sempre è  che gli affetti da questa senilità si somigliano tutti, c’è una scena in cui viene chiesto a Claude che lavoro faceva e risponde “Il pianista di piano bar”, mi ha ricordato una persona che invece rispose “Lo scultore”,  Chissà  cosa gli passa per la testa? Un film brillante dove la malattia diventa commedia uno specchio che nasconde   tragedia   della vita che va verso un finale nebuloso, perchè il cervello si sta spegnendo. Con intelligenza il regista  ha saputo rendere divertente ció che spesso è qualcosa di tremendo e difficilissimo da accettare, soprattutto per una  figlia e per  chiunque ha a che fare con questo  incubo, è  senza dubbio un  momento difficilissimo e di grande sofferenza,  vedere un proprio caro  che va verso  la deriva. Il film è sviluppato in modo davvero piacevole e  simpatico.
Voto  8
Milena 

 

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